«Archivio Multimediale degli Attori Italiani», Firenze, Firenze  University Press, 2012.
eISBN: 978-88-6655-234-5
© Firenze University Press 2012

Attore > cinema, teatro, radio
NomeIrma
CognomeGramatica
Data/luogo nascita25 novembre 1869 Rijeka (HRV)
Data/luogo morte14 ottobre 1962 Tavarnuzze di Impruneta (Firenze)
Nome/i d'arte
Altri nomiGramatica, Maria Francesca (nome anagrafico); Cottin
  
AutoreDaniela Sarà (data inserimento: 02/12/2011)
Irma Gramatica
 

Sintesi | Famiglia| Formazione| Interpretazioni/Stile| Scritti/Opere| Testo completo

 

Biografia

Nell'agosto del '19, con l'intervento dell'impresario Giuseppe Zopegni, torna al capocomicato con Calò, appena uscito dalla compagnia di Helena de Wnorowska in fase di smantellamento; la nuova formazione è costituita per le sole stagioni autunnale e invernale: come afferma in un intervento edito sul periodico specializzato «Le Quinte del Teatro di Prosa» (11 settembre 1919), Irma intende ormai lavorare solo in compagini di gestione impresariale costituite per brevi tournées stagionali in Italia o all'estero. Perso ogni stimolo al proseguimento del lavoro, all'inizio del 1920 abbandona la professione per altri tre anni; in una lettera inviata a Lopez il 10 gennaio 1920, esprime la sua insofferenza per un ambiente che considera ormai estraneo e che è costretta a frequentare solo per necessità materiali ed economiche: «Sì, proprio vero, li mando tutti a... buggerare con la più grande voluttà! [...] Mi auguro di non aver mai più bisogno di tornare a respirare in quella cloaca massima che si chiama... palcoscenico. Me ne vado nauseata, indignata, stupefatta, avvelenata da tante oscene e turpi cose - vedute e udite - sì - me ne vado prima che la follia morda anche me - e me ne vado immacolata e povera!» (Irma Gramatica, Carteggio di Sabatino Lopez, cit.).

Inizialmente si stabilisce a Roma, poi a Signa, nei pressi di Firenze, dove acquista una villa, denominata Quarnarina, in cui tra il 1920 e il 1925 fissa la sua residenza. Come si desume da alcuni articoli pubblicati tra maggio e giugno 1922 sulla rivista «Comoedia», in questo periodo è varie volte sollecitata a tornare sulle scene: nella primavera del 1922, ad esempio, Zopegni le propone di creare una nuova compagnia, con la quale esordire in autunno (nel '22 l'anno comico si apre per la prima volta nel mese di settembre), ma l'attrice non si sente pronta, ancora tormentata dal suo stato depressivo.

Per il 1923-1924 è scritturata da Talli nella Compagnia del Teatro Sperimentale come Prima attrice con funzioni capocomicali, esercitate come responsabile unica delle prove di scena. Per il debutto sceglie L'ombra di Niccodemi, uno dei pochi lavori di repertorio in cui intende ancora cimentarsi: come dichiara nella famosa intervista rilasciata ad Alfredo De Angelis poco prima dell'esordio (edita nella raccolta Interviste e sensazioni nel 1926), è ormai intenzionata a cambiare radicalmente registro espressivo e a dedicarsi esclusivamente a parti di donna matura o anziana. La ripresa dell'attività professionale è intermittente: in novembre trascorre a Signa un periodo di riposo, in dicembre torna a recitare a Napoli, entro il mese di maggio 1924 esce anticipatamente dalla compagine.

Il proseguimento della carriera è ancora molto discontinuo. Nel 1924-1925 si associa con Memo Benassi, ma all'inizio dell'anno comico abbandona il collega per esibirsi nella formazione di Olga Vittoria Gentilli, che le cede temporaneamente il ruolo di Prima attrice per recitare in parti minori. Questo episodio lascia sgomento Benassi, che anni dopo esprimerà su di lei aspri giudizi, insofferente della sua inquietudine e della tensione trasmessa durante le prove. Per l'anno comico 1925-1926, dopo un nuovo periodo di riposo, entra nella Compagnia S.E.D. (Società Eleonora Duse), diretta da  Silvio Benedetti.

Successivamente si ritira nuovamente a Signa; per contrastare le ristrettezze economiche che la attanagliano, vende la villa della Quarnarina ed acquista un'abitazione più dimessa in via Guglielmo Pepe a Firenze, dove si trasferisce con l'amica e segretaria Valentina Moroni, alla quale rimarrà legata fino alla scomparsa. Dopo due anni torna a recitare su sollecitazione della sorella Emma che, per sollevare le sue precarie condizioni psicologiche e finanziarie, tenterà varie volte di indirizzarla verso la ripresa dell'attività teatrale. Nell'ottobre 1927 le due interpreti rappresentano a Berlino La figlia di Jorio e, nel gennaio 1928, costituiscono una compagnia stabile in società con Benassi, attiva per qualche mese. Dirette dal regista Guido Salvini, le Gramatica si esibiscono sia come prime attrici «a vicenda», sia come coprotagoniste: tra i lavori più significativi si segnalano Teresa Raquin, Gian Gabriele Borkman di Ibsen e La città morta di D'Annunzio.

 
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