«Archivio Multimediale degli Attori Italiani», Firenze, Firenze  University Press, 2012.
eISBN: 978-88-6655-234-5
© Firenze University Press 2012

Attore > cinema, teatro, televisione, radio
NomeVittorio
CognomeGassman
Data/luogo nascita01 settembre 1922 Genova
Data/luogo morte29 giugno 2000 Roma
Nome/i d'arteVittorio Gassman
Altri nomiGassmann, Vittorio (nome anagrafico)
  
AutoreEmanuela Agostini (data inserimento: 15/09/2011)
Vittorio Gassman
 

Sintesi | Biografia| Formazione| Interpretazioni/Stile| Scritti/Opere| Testo completo

 

Famiglia

Vittorio Gassman non è figlio d’arte. Eredita però dalla madre, Luisa Ambron, che ha un’istintiva indole teatrale e che probabilmente aveva represso aspirazioni artistiche in gioventù, una naturale propensione alla recitazione. Sarà proprio Vittorio a farla debuttare nel 1953 nella commedia Tre quarti di luna di Luigi Squarzina, e ad assegnarle la parte di Placida nel dramma La fuggitiva di Ugo Betti, allestito sempre nel 1953 sotto le insegne del Teatro d’Arte Italiano. La porta con sé anche in televisione, a Canzonissima 1972-1973 dove le fa recitare un brano della Divina Commedia.

A introdurre Gassman in un’importantissima famiglia d’arte è il suo matrimonio con Nora Ricci (1924-1976), figlia di Margherita Bagni (1902-1960) e di Renzo Ricci (1899-1978), tra gli attori più importanti del periodo, indubbio modello per il Gassman degli esordi. Importante parente di Nora Ricci è poi il celebre Ermete Zacconi che il giovane Gassman ha modo di osservare in esibizioni private improvvisate dall’attore ormai ultraottantenne a lui specificamente destinate; Zacconi si prodiga inoltre di consigli, in un incontro umano che Gassman definisce «fertile di sensazioni e ammaestramenti» (Opinioni, sentenze e confessioni, a cura di Fabrizio Deriu e Francesca Romana Merli, in Vittorio Gassman. L’ultimo mattatore, a cura di Fabrizio Deriu, Venezia, Marsilio Editori, 1999, p. 15). Nora Ricci e la sua famiglia giocano un ruolo significativo all’avvio della carriera di Gassman svelandogli i meccanismi del sistema teatrale e fornendogli i primi contatti. Nora Ricci è inoltre madre della prima figlia di Gassman, Paola (1945), a sua volta attrice teatrale, dagli anni Sessanta in coppia con Ugo Pagliai (1937), cui è legata anche nella vita.

Dopo quella con Nora Ricci, anche le successive relazioni sentimentali di Gassman si collegano strettamente al suo percorso professionale perché quasi tutte coinvolgono attrici. Una particolare rilevanza assumono il matrimonio con la celebre diva statunitense Shelley Winters, madre di Vittoria (unica dei figli di Gassman ad essersi mantenuta lontana dalle scene dedicandosi alla professione di medico), la relazione con l’attrice francese Juliette Mayniel, madre di Alessandro (1965), oggi affermato attore, e il matrimonio, nel 1970, con Diletta d’Andrea che lo accompagnerà fino alla morte. Diletta d’Andrea è madre di Emanuele Salce (1966), attore e regista, figlio di Luciano Salce, e dell’ultimogenito di Vittorio Gassman, Jacopo (1980), regista e documentarista cinematografico.

Negli anni della maturità Gassman coltiva il mito della famiglia d’arte rappresentandosi come il patriarca capostipite di una nuova dinastia d’artisti, in ideale dialogo con la tradizione attorica italiana ottocentesca. Così come aveva fatto con la madre, coinvolge nei suoi spettacoli i suoi affetti più cari: la figlia Paola, la moglie Diletta (O Cesare o nessuno), Alessandro, Emanuele Salce e Jacopo. Esibendo i vincoli di parentela dà al pubblico l’illusione di aver accesso alla sua intimità, alla sua quotidianità.

 
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